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Polizze catastrofali obbligatorie: senza copertura niente incentivi

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Il 2025 segna un cambio di passo importante per le imprese italiane. Non basterà più avere i conti in ordine o un buon progetto di investimento per ottenere contributi pubblici: servirà anche una polizza contro le calamità naturali. Il legislatore ha introdotto questo obbligo con la Legge di Bilancio 2024. Troppo spesso, infatti, terremoti, alluvioni e altri eventi estremi hanno messo in ginocchio aziende prive di coperture adeguate, con conseguenti richieste di aiuti straordinari allo Stato.

Ora la logica si ribalta: prima ci si protegge con una polizza, poi si potrà accedere agli incentivi.

Con il Comunicato del 5 agosto 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il giorno successivo, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha precisato che l’accesso alle agevolazioni pubbliche sarà limitato per chi non è in regola con la copertura catastrofale. A questa linea si è aggiunta anche la Regione Sicilia che, con il recente Bando Turismo, ha inserito la polizza come requisito obbligatorio di partecipazione alla presentazione della domanda.

La direzione è chiara: la prevenzione diventa condizione necessaria per poter beneficiare di contributi e sostegni economici.

Le scadenze sono diverse a seconda delle dimensioni aziendali. Le grandi imprese hanno già dovuto mettersi in regola a giugno 2025, le medie avranno tempo fino al primo ottobre, mentre le piccole e micro imprese dovranno adeguarsi entro la fine dell’anno. Restano esclusi gli imprenditori agricoli, che continuano a fare riferimento al fondo mutualistico nazionale.

L’obbligo riguarda le immobilizzazioni materiali iscritte in bilancio ai sensi dell’art. 2424 c.c., voce B-II, punti 1), 2) e 3), ovvero:

  • terreni;
  • fabbricati (comprese pertinenze come impianti idrici, elettrici, di riscaldamento, condizionamento);
  • impianti e macchinari;
  • attrezzature industriali e commerciali.

Restano esclusi: mobili, arredi, automezzi, macchine d’ufficio e magazzino (attivo circolante).Tutto ciò che serve a produrre e che, se colpito da un’alluvione o da un sisma, rischierebbe di paralizzare l’attività. Non sono previste multe immediate per chi non stipula la polizza, ma le conseguenze sono ugualmente pesanti. Un’impresa inadempiente non potrà infatti accedere a una lunga serie di agevolazioni, dai Contratti di sviluppo al programma Smart & Start per le start-up innovative, dalle misure per le cooperative ai fondi per l’economia circolare, senza dimenticare gli incentivi per la transizione ecologica e l’energia rinnovabile.

 

Alla base di questa norma c’è una filosofia chiara: responsabilizzare le aziende. Non si tratta soltanto di ridurre la spesa pubblica in caso di calamità, ma anche di diffondere una cultura della prevenzione. Un’impresa che protegge i propri asset non tutela soltanto sé stessa, ma anche i lavoratori, i fornitori e tutto l’indotto. Per questo il consiglio è semplice: non aspettare l’ultimo momento. Bisogna verificare subito quali beni vadano assicurati, chiedere preventivi e stipulare la polizza entro le scadenze. In questo modo si evitano sorprese e, soprattutto, non si rischia di perdere opportunità preziose per crescere, innovare e competere.

 

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