Modello 231 e intelligenza artificiale: cosa cambia dal 30 settembre 2026

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Dal 30 settembre 2026 è in vigore il D.Lgs. 160/2026, che adegua l’ordinamento italiano all’AI Act e introduce nel D.Lgs. 231/2001 il nuovo art. 25-vicies: i reati commessi con sistemi di intelligenza artificiale entrano tra i reati presupposto.

Da oggi, quindi, un Modello 231 che non considera l’IA tra le aree a rischio lascia l’impresa scoperta. Ecco cosa cambia e cosa fare.

I nuovi reati presupposto legati all’IA

  • Omessa sicurezza dei sistemi di IA ad alto rischio (art. 437-bis c.p.): punisce chi, dalla progettazione all’utilizzo professionale, non adotta le misure di sicurezza o di sorveglianza umana necessarie, o altera illecitamente i sistemi. Rileva anche la colpa grave: bastano carenze organizzative.
  • Deepfake (art. 612-quater c.p.): diffusione, senza consenso, di immagini, video o voci falsificati con l’IA.

Quanto rischia l’impresa

Reato Quote Sanzione in euro
Omessa sicurezza dei sistemi di IA 600–1.000 da circa 155.000 € a 1,5 milioni €
Deepfake 200–700 da circa 52.000 € a 1,1 milioni €

Ogni quota vale da circa 258 € a 1.549 €: l’importo esatto dipende dalla gravità del fatto e dalle condizioni economiche dell’impresa. Nei casi previsti dall’art. 13 del D.Lgs. 231/2001 si aggiungono sanzioni interdittive, come il divieto di contrattare con la PA e l’esclusione da finanziamenti e contributi.

Riguarda anche chi usa l’IA, non solo chi la sviluppa

Il reato di omessa sicurezza copre tutta la filiera, fino all’utilizzatore professionale. È coinvolta quindi anche l’impresa che usa sistemi ad alto rischio sviluppati da altri, ad esempio quelli per selezionare e valutare il personale (art. 6 dell’AI Act).

Come aggiornare il Modello 231

  1. Censire i sistemi di IA in uso e individuare quelli ad alto rischio.
  2. Aggiornare la mappatura delle aree a rischio.
  3. Rivedere protocolli, procedure e contratti con i fornitori.
  4. Definire chi garantisce la sorveglianza umana dei sistemi.
  5. Formare il personale e prevedere flussi informativi verso l’OdV.

Formazione sull’IA: un obbligo già in vigore

Dal 2 febbraio 2025 l’art. 4 dell’AI Act impone alle imprese che usano l’IA di garantire un livello sufficiente di alfabetizzazione del personale. Una formazione documentata è anche uno dei presidi che rendono il Modello 231 idoneo a prevenire i reati.

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I contenuti di questo articolo hanno finalità informativa e non costituiscono parere legale.

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