La nuova legge 132/2025 entra in vigore: cosa cambia per studi professionali e consulenti
Dal 10 ottobre 2025 entra in vigore la legge n. 132/2025 sull’intelligenza artificiale, che introduce obblighi immediati per avvocati, commercialisti, notai e tutti i professionisti, anche non iscritti a ordini.
La normativa stabilisce che l’AI può essere utilizzata solo come supporto strumentale all’attività professionale: il lavoro intellettuale dell’uomo deve restare prevalente. Inoltre, impone ai professionisti di informare in modo chiaro, semplice ed esaustivo i propri clienti sull’uso di sistemi di intelligenza artificiale nello svolgimento delle attività.
Cosa devono fare i professionisti
Con l’entrata in vigore della legge, tutti i professionisti dovranno aggiornare informative e lettere di incarico. L’obiettivo è garantire trasparenza e consapevolezza nell’uso delle tecnologie AI.
Secondo Giovanna Ollà, segretario del Consiglio Nazionale Forense, non basta il consenso scritto: «È necessaria una spiegazione accurata, comprensibile e accessibile per il cliente».
Anche Andrea Grasso, consigliere del Notariato, conferma che ogni professionista dovrà illustrare quali strumenti di intelligenza artificiale utilizza e in che modo. Il Notariato, tuttavia, non fornirà modelli standard, perché l’informativa deve essere adattata al singolo caso.
I commercialisti riceveranno invece fac-simile e modelli di riferimento durante il Congresso nazionale di fine ottobre, dove verrà presentata la terza guida sull’intelligenza artificiale. Come sottolinea Fabrizio Escheri del CNDCEC, “l’AI è come un collaboratore di studio, ma la responsabilità della prestazione resta sempre in capo al professionista”.
Etica, deontologia e aggiornamento dei codici professionali
Il nuovo obbligo si inserisce nel quadro dei doveri deontologici di ogni categoria. Anche se la legge non prevede sanzioni specifiche, la mancata informazione al cliente può configurare una violazione dei principi di correttezza e trasparenza.
Molti Codici deontologici dovranno essere aggiornati per integrare l’uso dell’intelligenza artificiale:
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Il Codice dei Commercialisti (aggiornato nel 2024) già richiede di illustrare al cliente rischi ed elementi essenziali dell’incarico.
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Il Notariato prevede che il professionista gestisca personalmente l’incarico, e si prepara a revisionare il proprio codice.
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Il Codice Forense include doveri di informazione, ma sarà integrato con riferimenti specifici all’AI.
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Il Codice dei Giornalisti, aggiornato nel 2025, ha già introdotto l’obbligo di dichiarare l’uso dell’intelligenza artificiale nelle attività redazionali.
Formazione e alfabetizzazione digitale
Un decreto attuativo disciplinerà la formazione sull’intelligenza artificiale per professionisti e associazioni non ordinistiche (legge 4/2013).
Gli Ordini professionali e le associazioni di categoria saranno incaricati di promuovere percorsi di alfabetizzazione e aggiornamento continuo, con particolare attenzione alla consapevolezza etica e alla responsabilità connessa all’uso delle nuove tecnologie.
Punti chiave della legge 132/2025
| Tema | Contenuto principale |
|---|---|
| Uso dell’AI | Ammesso solo per attività strumentali e di supporto. Il lavoro umano deve restare prevalente. |
| Comunicazione ai clienti | Obbligatoria e immediata, con linguaggio chiaro e trasparente. |
| Responsabilità | Sempre in capo al professionista, anche quando utilizza strumenti di AI. |
| Codici deontologici | In aggiornamento per adeguarsi alla nuova normativa. |
| Formazione | Prevista un’alfabetizzazione diffusa promossa da ordini e associazioni. |
Un cambio culturale nel mondo delle professioni
La legge sull’intelligenza artificiale rappresenta un punto di svolta per le professioni intellettuali. L’obiettivo non è limitare l’innovazione, ma garantire che l’uso dell’AI sia trasparente, responsabile e conforme ai principi etici e deontologici.
Come afferma Antonino La Lumia, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano, “il professionista deve mantenere il controllo del processo e dei risultati, garantendo competenza e consapevolezza nell’uso dell’intelligenza artificiale”.