Tax Control Framework per PMI: come accedere al nuovo regime opzionale e ottenere vantaggi fiscali e protezione penale. Scopri cosa serve e come iniziare.
Il rischio fiscale pesa sulle PMI
Ogni piccola e media impresa sa quanto la gestione fiscale possa trasformarsi in un campo minato. Errori involontari, incertezze interpretative e semplici dimenticanze possono portare a sanzioni pesanti, controlli invasivi, fino al rischio penale per dichiarazioni infedeli.
Eppure, fino a oggi, le PMI sono rimaste fuori dai veri strumenti di prevenzione del rischio fiscale strutturato.
Il TCF diventa accessibile anche alle PMI
Con l’introduzione dei Tax Control Framework (TCF), l’Agenzia delle Entrate promuove un cambio di paradigma: premia le PMI che investono in trasparenza e controllo.
Il 9 luglio scorso, il Viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha firmato il decreto che rende operativo il Tax Control Framework opzionale anche per imprese con volumi inferiori.
Ecco le nuove soglie di accesso:
- 750 milioni di fatturato (attuali)
- 500 milioni dal 2026
- 100 milioni dal 2028
Si tratta di un primo passo concreto verso la cooperative compliance anche per le PMI strutturate, con effetti pratici molto vantaggiosi.
I vantaggi per le imprese che adottano il TCF
Chi aderisce volontariamente al TCF e si dota della documentazione richiesta può ottenere benefici tangibili:
- niente sanzioni in caso di violazioni su rischi fiscali comunicati preventivamente mediante interpello
- disapplicazione del reato di dichiarazione infedele
- nessuna notizia di reato dal lato dei componenti attivi (ma non di quelli passivi)
Tali benefici presuppongono i requisiti di ammissibilità dell’interpello.
Cosa serve per accedere al TCF
Per entrare nel regime opzionale, la PMI deve predisporre una serie di documenti che verranno verificati dall’Agenzia delle Entrate (di seguito se ne elencano alcuni: descrizione delle attività dell’impresa; strategia fiscale; documento sul sistema e mappatura di gestione del rischio fiscale, certificazione del sistema di controllo fiscale (ex art. 4, comma 1-bis, D.lgs. 128/2015 etc.).
Durata e revoca
L’Agenzia delle Entrate verifica tutto durante il controllo. Chi non rispetta i requisiti perde i benefici sanzionatori, con effetto retroattivo.
L’opzione per il TCF dura due anni, con proroga automatica per altri due, salvo revoca espressa tramite modello specifico. È irrevocabile durante il biennio.
Perché il TCF è un’opportunità da valutare oggi
Se gestisci una PMI con strutture già orientate alla governance e alla compliance, oggi puoi entrare in un sistema che prevede premialità concrete, valorizza la trasparenza e riduce l’esposizione sanzionatoria.
Valutare l’adozione di un TCF potrebbe essere la scelta strategica più importante per la tua azienda nei prossimi anni.
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